Vigliaturo presenta la maternità come una continuità fisica madre-figlio che vede i piccoli appendice della madre. Il momento naturale del distacco è negato e figurato come germinazione dal corpo della donna. Dalla dolcezza e dalla tranquilla, innocente, intimità delle figurazioni di queste donne in attesa, dal loro universo di bellezza, di equilibrio e serenità, dal fortissimo impatto compositivo, l’artista ci conduce a una pacata ma intensa riflessione morale sulle ragioni del rifiuto della maternità di molte donne della nostra epoca.

Si notino i volumi splendidamente arrotondati del grembo materno e il rilievo dei corpi reso da un gioco di raffinate sfumature sulle carni.

La sonorizzazione è stata realizzata da Valerio Manni (Nome d’arte di Valerio Vigliaturo, direttore artistico).